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Inside your Studio: Giampiero Marcocci

By 27 Giugno 2016 No Comments

La rubrica #insideyourstudio ci ha accompagnato a curiosare all’interno degli studi fotografici più interessanti. E non soltanto per il loro arredamento. Lo scorso anno abbiamo girovagato in Italia e all’Estero per fare due chiacchiere con voi, i protagonisti della rubrica: i fotografi. Celebra

Condividere un punto di vista, dialogare in merito alle novità del mondo della fotografia e del mercato, pensare e ripensare insieme questo complicato e stimolante quotidiano che ogni imprenditore e fotografo vive al giorno d’oggi. Per questo la rubrica è tornata con nuove domande, ma sempre con tanta curiosità! :) Celebra

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Oggi con noi, Giampiero Marcocci.

Buona lettura!

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IMG_8846

IMG_8850Chi sei, cosa fai e da quanto tempo lo fai?

Dove lavori?

All’incirca ventenne, la curiosità mi spinse ad aprire il cassetto di una scrivania di cui conoscevo il contenuto: una vecchia macchina fotografica utilizzata dalla mia famiglia. Da quel giorno iniziai a sperimentare e a conoscere un altro aspetto della fotografia: la poesia della quotidianità. Celebra

Ho studiato a Roma presso l’Istituto Superiore di Fotografia dove ho potuto approfondire la conoscenza del mezzo riuscendo a trasformare questa passione in impegno a tempo pieno. Titolare di uno studio a Teramo, amo raccontare le persone e le loro storie attraverso le immagini soprattutto in momenti speciali come quello delle nozze che scelgo di fotografare con uno stile espressivo e di contenuto che definirei “Fotogiornalismo di matrimonio” con il qualche cerco di raccontare la giornata in modo semplice catturando la spontaneità dell’evento e le emozioni attraverso gli attimi più veri e i dettagli più significativi, i momenti reali e non costruiti, spontanei ed originali, tutto ciò per far rivivere anche a distanza di tempo le stesse emozioni di quel giorno.

Anche per la fotografia di ritratto amo uno stile semplice ed emozionale, lavorando sia in studio con luce artificiale che in esterni con luce naturale, cercando di cogliere nello sguardo le emozioni e la semplicità delle persone. Mi piace fotografare i bimbi, le famiglie, le coppie o singole persone, insomma amo fotografare la gente di qualsiasi età ed etnia, perché credo che ognuno abbia un universo interiore da raccontare attraverso il proprio sorriso e il proprio sguardo. Celebra

Ad oggi sono più di vent’anni di passione per la fotografia.

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Quali sono le attività indispensabili per sviluppare il tuo brand?

Porto avanti una ricerca fotografica contemporanea che mi ha dato tra mostre, concorsi e pubblicazioni, grandi e piccole soddisfazioni a cominciare nel 2005 con Il Premio Arte Mondadori, la segnalazione al Combat Prize e al Premio Celeste, il Premio Pagine Bianche d’Autore, ma le emozioni più grandi sono arrivate con la partecipazione alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2011 e la New York Biennale Art nel 2013.

Tra gli altri premi ci sono il Bronze, Silver e Gold ad Orvieto Fotografia Professional Photography Awards per la categoria Open, Ritratto e Reportage. Attività indispensabili per essere stimolati e confrontarsi continuamente. In tutti questi anni ho avuto anche l’onore e il piacere di conoscere grandi professionisti che ho seguito nei loro workshop tra i quali Maurizio Buscarino, grande fotografo di teatro, Paolo Pellegrin, grande fotoreporter italiano di Magnum Photos, Silvia Camporesi, raffinata artista contemporanea, Magdalena Berny regina del child portrait, tutti grandi Maestri della fotografia.

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Utilizzi i social network? Quali? in che modo?

Credo che i social siano oggi dei mezzi molto molto importanti per comunicare il nostro lavoro e il nostro modo di essere; con pochi click possiamo mostrare il nostro lavoro confrontandoci continuamente con qualsiasi tipo di pubblico, addetti ai lavosi e non. Uso sia Facebook che Instagram per postare le mie fotografie e i miei “appunti visivi” colti con il telefono cellulare.

Vinton Cerf, uno dei padri di internet, ha messo tutti in guardia sui metodi digitali: “Dietro di noi un deserto digitale, un altro Medioevo. Se tenete a una foto, stampatela”. Qual è il tuo rapporto con la stampa?

Amo la stampa soprattutto quella fine art che realizzo personalmente. Amo la fotografia digitale che ci ha aperto un mondo infinito di possibilità ma credo anche che oggi sia fondamentale stampare, come dice Vinton Cerf, se amiamo e vogliamo conservare per sempre un ricordo, un’emozione attraverso una fotografia dobbiamo necessariamente stamparla e saremo sicuri che, se conservata bene, potremo per sempre “toccarla” e gustare ciò che è impresso in essa.

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